Regole |
† Storia di Costantinopoli † |
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Più di ottocento anni videro Costantinopoli afflitta da ignoranza e geniali intuizioni. Per i Figli di Caino furono tre i vampiri protagonisti di questa leggenda: il Toreador Michele, il Ventrue Antonius e il Dragone Tzimisce. Il loro Sogno avrebbe rappresentato il vero paradiso in Terra, la cui storia sarebbe stata plasmata dal loro amore, dal loro odio e dai loro crimini. Fu l’Imperatore cristiano Costantino a mostrare loro 'la via' gettando le fondamenta della civiltà perfetta ed eterna sul corno d’oro d’oriente. I tre amanti collaborarono nel risentimento e nelle recriminazioni che covavano dietro l’angolo. Da sempre fulcro del triumvirato, Michele traeva piacere dalla competizione di Antonius e il Dragone, ma nel VI° secolo cominciò il lento ed inesorabile declino. Il Ventrue promulgò alcuni editti che penalizzarono gli ordini monastici nei quali trovavano rifugio i discendenti del Dragone, e per ripicca egli gettò nel caos le dinastie del suo rivale diffondendo epidemie e riempiendo di penitenti i suoi monasteri. Sperando di ristabilire l’equilibrio, Michele offrì in dono la Progenie Iesu e Simeone che per tragiche circostanze combinate nascquero Tzimisce. Antonius si allontanò per sempre dai suoi antichi amanti e invocò l’Iconoclastia Vampirica che avrebbe nascosto nelle ombre i Figli di Caino. Queste tragiche combinazioni minarono le fondamenta del Sogno bizantino e nella terribile notte dell’anno del signore 796 Michele e il Dragone si riunirono con la loro Progenie decretando la distruzione del loro antico amante Antonius. Figlio dello stesso matusalemme Ventrue, Caius venne incaricato dell’azione ignobile. Si ristabilì l’ordine, ma la perdita di Antonius non poteva essere dimenticata. In questo momento il Dragone segnò la fine della fede nel Sogno; il tormento e l'incapacità di tollerare la perdita del suo rivale, unita alla segreta speranza che il Sogno tornasse vivo nei loro cuori, lo avviò in un viaggio senza ritorno scomparendo nel nulla. Michele sprofondò sempre più nella sua incipiente follia, si segregò ad Hagia Sophia e, ossessionato dal desiderio di portare il paradiso in Terra, si convinse di essere l’incarnazione di un angelo del signore. Dal Torpore in cui si immerse, la sua stessa Progenie venne influenzata dalla follia e con la sua potente psiche estese a tutta la città una vocazione religiosa irrefrenabile. Il compito di tenere insieme il fragile e indebolito Sogno era ormai affidato ai Figli del Triumvirato che inconsapevolmente venivano ostacolati dalle debolezze dei rispettivi Sire. Gli strumenti della distruzione di Costantinopoli sono radicati nelle tre potenti figure che hanno costruito il Sogno sulle fondamenta del loro amore e dallo stesso medesimo lentamente consumato. |
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